Sì, siamo stati via la scorsa settimana. In origine il viaggio doveva essere un altro...ma per motivi che non sto a spiegare, la meta è cambiata all'ultimo momento. Ma, come si sa, a volte ciò che avviene per caso si rivela poi la più splendida sorpresa che ti potessero fare!
Trieste, il Carso li conosciamo già un pochino...anzi, a dir la verità noi amiamo molto questa città e il suo "enroterra". Così come adoriamo i paesini che segnano il confine con la Slovenia, terre carsiche di straordinari colori, calda accoglienza e deliziosa cucina. Si tratta di cibo genuino, con tradizioni forti e robuste, ma che rivela anche un volto nuovo, contemporaneo.
Oggi in particolare vorrei solo accennare alla ricchezza di sapori di queste terre. Perchè la cosa è più complessa di quanto possa apparire a prima vista (o "al primo assaggio"!). I sapori sono ricchi di contaminazioni dell'est Europa, ma sono tante anche le sfumature austriache.
I nostri ottimi ospiti, proprietari e bravissimi gestori del B&B "Le Casite", (a Trebiciano, una manciata di casette vicino a Opicina), sono il nostro punto di riferimento laggiù. Oltre a essere uno dei migliori Bed and Breakfast provati in Italia, per una serie di motivi che al più presto illustrerò, loro consigliano tanti posti interessanti dove andare: per bere un buon vino, acquistare il miglior miele d'Ilalia, dell'ottima birra artigianale e anche per mangiare cose squisite a prezzi più che onesti. Si tratta di luoghi di innegabile fascino, immersi nella campagna carsica. Antiche "gostilne" che da generazioni propongono cibi corposi, sani e fatti come un tempo. Occore dire che questi posti in autunno sprigionano una così forte personalità da lasciare abbagliati. Boschi rossi e arancio, suolo argento di roccia, campanili, tetti di case piccole e teneramente robuste. Viti d'oro e prati verde smeraldo. Il paesaggio nasconde in sè una nota struggente; è bello, ma di una bellezza ruvida e dura.
Le cose gustate sono state tante, alcune notevoli, ma vorrei cominciare la "Ravbar", gostilna dal 1888.
Qui, dopo aver scoperto che eravamo due vegetariani, non si sono scomposti per nulla e ci hanno servito una zuppa di frutta e verdura a dir poco celestiale, seguita da un piatto unico di verdure.
La prima è stata da noi esaminata attentamente per scorgerne gli ingredienti. Il sapore dolce e agrumato faceva pensare all'arancio e alla mela. Ma c'era anche qualcosa di estremamente ricco e pieno. Carote e..non riuscivamo a capire. Alla fine ci siamo arresi e abbiamo domandato. Ci hanno risposto "basilico".
La zuppa, servita in un grande piatto con una piccola cavità al centro, era accompagnato da un panino alle erbe, annodato e adagiato sul piatto, proprio sopra la vellutata.
Una volta a casa, inutile dire, ho provato a replicare. Non ho imbroccato esattamante il sapore che ricordavamo...Ma ci sono andata vicino.
ZUPPA DI FRUTTA E VERDURA ALLA "RAVBAR" come l'ho fatta io
5, 6 carote
2 piccole mele renette
un mazzetto di basilico
1 scalogno
1 pizzico di zenzero in polvere
mezza arancia spremuta
Ho affettato sottile lo scalogno, l'ho messo in una pentola di terracotta con un filo di olio e.v.o. e un cucchiaino raso di zenzero in polvere. Una volta appassito lo scalogno ho aggiunto le carote tagliate a tocchetti, atteso circa un minuto e aggiunto le mele tagliate a cubotti. Ho sfumato con il succo dell'arancia e poi ho coperto tutto a filo con dell'acqua. Il tutto cuoce in circa 25 minuti. Alla fine ho buttato in pentola il basilico e ho frullato la verdura in modo da ottenere una vellutata.
La mia è rimasta molto arancione, quella dello Zavbar era molto più verde...Che ci sia un segreto dello chef che non hanno voluto svelarmi? :)
Non importa, anzi, così deve essere!
La zuppa è risultata comunque ottima, nutriente e corroborante. L'ideale per una serata d'inverno, guardando, fuori dalla finestra, i tetti fumare dai loro camini e pensando con nostalgia alla Slovenia e al caro Carso.
A presto altre cose scoperte e amate.